Progetti
fluviali

Rivitalizzazione e premunizione del fiume Ticino

Realizzazione di opere di arginature e rivitalizzazione del corso d’acqua

fiume Ticino

descrizione del progetto

premessa

Il progetto è nato dalla necessità di Ritom SA di ottemperare alle condizioni poste dal Cantone per il rilascio della concessione relativa all’utilizzo delle acque del Ritom, nell’ambito del rinnovo avvenuto nel 2015; la legislazione prevede infatti, in caso di sfruttamento delle acque, l’adozione di misure compensative, tra le quali le più incisive sono quelle ambientali.

Ritom SA ha presentato al Cantone una proposta di valorizzazione e riqualifica del fiume Ticino nelle zone di Airolo, Stalvedro e Piotta. Il Cantone, vista la validità dell’intervento proposto da Ritom SA, ha chiesto al Consorzio di farsi promotore di un progetto più ampio che coinvolgesse l’intero tratto del fiume da Airolo a Rodi.

Il Consorzio, che si occupa della manutenzione delle opere fluviali del comprensorio dell’Alta Leventina, ha accettato di assumere il ruolo di committente del progetto, a condizione che fossero integrate opere di premunizione, atte a ridurre le zone di pericolo per le aree edificabili dei Comuni interessati.

È stato quindi allestito un progetto, al quale è seguita, nel 2017, la domanda di costruzione con la relativa licenza. I lavori sono iniziati nel 2021.

L’intervento sul fiume è stato suddiviso in tre distinti comparti:

  • Airolo – Stalvedro
  • Piotta
  • Audan – Rodi

Gli interventi previsti miravano a due obiettivi principali:

  • mantenere e adeguare gli argini per aumentare la sicurezza delle zone edificabili;
  • restituire al fiume, per quanto possibile, lo spazio ad esso riservato, tenendo conto degli aspetti naturalistici e paesaggistici, migliorando la qualità di vita della fauna acquatica, dei sedimenti e dell’habitat in generale.

interventi

Oltre al bacino di demodulazione da 100’000 m³ realizzato da Ritom SA, che consente di regolare il flusso del fiume, attenuando gli effetti dello sfruttamento intermittente dell’impianto idroelettrico del Ritom in collaborazione con il CMAL in qualità di committente, sono stati realizzati argini con massi posati irregolarmente, in modo da permettere alla vegetazione e alla fauna di trovare rifugio e, nel contempo, garantire la sicurezza in caso di piene centenarie.

Sono inoltre state create delle anse per dare maggiore spazio al fiume; in caso di piena, infatti, l’acqua rallenta ed è meno probabile che si verifichino esondazioni e danni alle arginature. Grazie a queste aperture, anche la vegetazione torna a colonizzare il fiume, aumentando notevolmente la biodiversità. In particolare, questi boschi, detti ripari o golenali, sono composti da specie in grado di sopportare sia eventuali periodi di secca sia l’umidità dovuta alle variazioni del flusso del fiume.

Anche l’alveo del fiume è stato modificato mediante la costruzione di cluster (isolette) e l’inserimento in acqua di tronchi e ceppaie. Questi elementi migliorano sensibilmente l’habitat di pesci, anfibi, insetti e piccoli mammiferi.

Nell’ambito del progetto, sono state curate anche le confluenze, ovvero le connessioni dei riali che si immettono nel Ticino dai versanti laterali. Anch’essi, premuniti nel secolo scorso, risultavano essere sterili canali in pietrame e calcestruzzo.

Con il progetto, laddove possibile, è stato rimosso il fondo rendendolo irregolare e gli argini sono stati ricostruiti in modo più naturale, eliminando il calcestruzzo e posando, in maniera disordinata, massi di diversa forma e grandezza.

Le confluenze sono molto importanti perché offrono uno spazio tranquillo a specie che non tollerano gli sbalzi del flusso del fiume e le correnti troppo forti. Grazie a queste aree di tranquillità, l’habitat acquatico si arricchisce di nuove specie, offrendo nel contempo un’ottimale connessione con il fiume Ticino.

Nell’ambito del progetto, è stato inoltre realizzato un sentiero tematico denominato «lungo il fiume», che si snoda da Airolo a Rodi lungo l’argine del Ticino. Lungo il percorso sono stati installati pannelli informativi che descrivono gli interventi realizzati e il loro significato in relazione allo sviluppo naturale del fiume e alle sue interazioni con il bosco e la fauna acquatica.

Le postazioni tematiche sono 11, oltre a un pannello generale situato presso la centrale del Ritom. Presso il bacino di demodulazione, lo stesso pannello è stato posato su entrambe le sponde del fiume.

stato dei lavori

I lavori sono iniziati nel 2017 con la progettazione definitiva, mentre gli interventi esecutivi sono iniziati nel 2021. Nel 2025 sono stati collaudati i lavori del genio civile e sono tuttora in corso alcuni interventi forestali e altre opere minori di completamento. Si prevede di terminare il progetto entro la fine del 2026.

Per i prossimi cinque anni saranno necessari interventi di gestione del verde, in particolare per la manutenzione delle piantagioni e la lotta alle neofite invasive.

dati

Ente esecutore
Ritom SA (sotto la committenza CMAL)
Durata del progetto
Fino al 2030
Preventivo
CHF 10'081'981.72
Data d'approvazione
29 Maggio 2026
Consuntivo
Entro fine anno saranno saldate tutte le fatture e si prospetta una chiusura del progetto con una spesa complessiva pari a CHF 8'000'000.—
Collaudo
Tutte le opere di genio civile sono state collaudate e nelle prossime settimane lo saranno anche quelle forestali. I lavori termineranno entro la fine del 2026
Stato del progetto al
29 Maggio 2026